3 marzo – Giornata Mondiale dell’Udito

Un senso “invisibile” che sostiene apprendimento, relazioni e partecipazione

2 Marzo 2026
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Ogni 3 marzo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) promuove la Giornata Mondiale dell’Udito, dedicata a sensibilizzazione, prevenzione e accesso ai percorsi di cura e riabilitazione. Per il 2026 il messaggio è particolarmente centrato sull’infanzia: From communities to classrooms: hearing care for all children, perché comunità e scuola sono luoghi decisivi per intercettare precocemente difficoltà uditive e ridurre le barriere all’apprendimento. Organizzazione Mondiale della Sanità

Un fenomeno globale (e in crescita)

Secondo i dati OMS più recenti, oltre 1,5 miliardi di persone nel mondo vivono con una qualche forma di perdita uditiva; entro il 2050 si stima che possano diventare quasi 2,5 miliardi, con oltre 700 milioni di persone che potrebbero aver bisogno di servizi di riabilitazione. Organizzazione Mondiale della Sanità

Italia: numeri importanti, prevenzione ancora insufficiente

In Italia le persone con problemi di udito sono stimate in circa 7 milioni (11,7% della popolazione). Il Ministero della Salute evidenzia anche un dato critico: solo il 31% ha effettuato un controllo dell’udito negli ultimi 5 anni, mentre il 54% non lo ha mai fatto. Ministero della Salute

Non solo salute: comunicare e accedere alle informazioni

L’OMS ricorda che l’impatto della perdita uditiva non riguarda solo l’aspetto clinico: può incidere in modo diretto su comunicazione, apprendimento, inclusione sociale e accesso ai servizi. Per questo, nelle politiche di “ear and hearing care” rientrano anche strumenti di accessibilità e mediazione, come interpretariato in lingua dei segni e sottotitolazione/captioning, fondamentali in scuola, sanità, lavoro e vita pubblica.

In Italia, un passaggio rilevante è rappresentato dalle misure di riconoscimento e promozione della LIS e della LIST e dal riconoscimento delle figure professionali dell’interprete, previste dall’art. 34-ter del D.L. 41/2021. Questi sviluppi si inseriscono nel quadro dei diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia con Legge 18/2009.

Quando l’udito cambia, la cultura ci insegna a non ridurre le persone alla diagnosi

La storia mostra quanto la perdita uditiva possa attraversare biografie molto diverse: Beethoven descrive la propria compromissione uditiva già nel 1802 (Heiligenstadt Testament), Goya diventa “estremamente sordo” nel 1793, Edison convive con un’importante riduzione dell’udito fin dall’adolescenza. Tre traiettorie lontane, ma un punto comune: il talento e la partecipazione dipendono anche da contesti accessibili e strumenti adeguati, non solo dalla condizione individuale.

Il lavoro di Elfo

Per Cooperativa Elfo, la Giornata Mondiale dell’Udito è un promemoria pubblico: prevenzione, diagnosi tempestiva e accessibilità non sono temi “di nicchia”, ma pezzi essenziali di una società che vuole essere realmente inclusiva—soprattutto a scuola, dove si costruiscono opportunità e futuro.

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