Sanità accessibile in LIS: a Grosseto strumenti digitali per persone sorde e con ipoacusia

All’Ospedale Misericordia la presentazione del progetto promosso da ASL Toscana Sud Est

13 Maggio 2026
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Si è svolta ieri, 12 maggio 2026, presso l’Ospedale Misericordia di Grosseto, la giornata di presentazione e consegna dei tablet destinati a migliorare l’accessibilità dei servizi sanitari per le persone sorde e con ipoacusia. Il progetto nell’ambito della co-progettazione per interventi in amministrazione condivisa a valere sul Fondo per l’inclusione delle persone sorde e con ipoacusia, realizzata con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per la disabilità, la Cooperativa Sociale Elfo, insieme a CR ENS Toscana e Azienda USL Toscana sud est, ha contribuito alla progettazione e realizzazione di strumenti accessibili in Lingua dei Segni Italiana – LIS per favorire l’accesso delle persone sorde e con ipoacusia ai servizi sanitari e sociosanitari. Il progetto prevede video tutorial, brochure, materiali digitali, cartellonistica informativa, QR code, glossari e contenuti visuali pensati per cittadini, famiglie, minori sordi, persone sordocieche e personale sanitario, con particolare attenzione ai Pronto Soccorso, alle accettazioni ed ai presìdi sanitari delle aree di Arezzo, Siena e Grosseto.

Un elemento centrale del progetto è la valorizzazione della Lingua dei Segni Italiana – LIS e la possibilità di attivare, anche a distanza, il supporto di interpreti LIS, rendendo più immediata e comprensibile la comunicazione tra persone sorde, persone con ipoacusia e personale sanitario. Si tratta di una possibilità particolarmente importante nei contesti ospedalieri, dove la chiarezza delle informazioni, la tempestività e la piena comprensione possono fare la differenza nella qualità della presa in carico.

Alla presentazione ha partecipato la Cooperativa Sociale Elfo, rappresentata dalla Presidente Maria Chiara Sansoni, insieme a Manuela Epifano, persona sorda e tra le autrici dei materiali prodotti nell’ambito del progetto. Nel corso dell’incontro è stata illustrata agli operatori sanitari l’importanza concreta di questi strumenti nella relazione quotidiana con le persone sorde e con ipoacusia. Per Elfo, infatti, l’accessibilità comunicativa non è soltanto una questione tecnica, ma una condizione essenziale per garantire dignità, autonomia, sicurezza e piena partecipazione.

Infatti i testi, i disegni, le immagini ed i video non sono stati pensati “dall’esterno”, ma co-progettati e sviluppati da persone sorde, che hanno messo a disposizione competenze, esperienza personale e consapevolezza dei bisogni reali della propria comunità.

Questo rappresenta uno degli aspetti più qualificanti del progetto:  contribuire con protagonismo a creare strumenti inclusivi pensati e realizzati da chi dovrà utilizzarli. Il progetto si inserisce in un percorso più ampio di innovazione sociale, nel quale la tecnologia viene utilizzata non come semplice supporto, ma come leva per rendere i servizi pubblici più accessibili, più vicini alle persone e più capaci di rispondere ai bisogni concreti. In questo ambito, la Cooperativa Elfo conferma il proprio ruolo di player nazionale nei progetti innovativi per il sociale, con una specializzazione consolidata nell’accessibilità, nella disabilità sensoriale, nella LIS e nella costruzione di strumenti inclusivi per enti pubblici, servizi sanitari, scuole e territori.

La giornata di Grosseto dimostra quanto sia importante costruire alleanze tra istituzioni, servizi sanitari, operatori, enti del Terzo Settore -come CR ENS TOSCANA- e le persone direttamente coinvolte. Rendere accessibile un ospedale significa rendere più umano il rapporto di cura, ridurre l’ansia, favorire la comprensione delle informazioni e permettere a ogni persona di sentirsi riconosciuta, ascoltata e accompagnata.

Desideriamo ringraziare Azienda USL Toscana sud est per la sensibilità dimostrata e per aver promosso un progetto così importante, capace di dare risposte concrete a un bisogno reale. Un ringraziamento particolare va poi  alla Direzione e al personale dell’Ospedale Misericordia di Grosseto, che hanno accolto il progetto con disponibilità e una calda ospitalità.

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