Il 2 e il 5 ottobre si celebrano l’Educatore professionale e gli insegnanti. Per ELFO è l’occasione per raccontare un lavoro che in Toscana si fa ogni giorno fianco a fianco.
A inizio ottobre due date raccontano, da angolature diverse, lo stesso impegno. Il 2 ottobre è la Giornata internazionale dell’Educatore professionale, promossa dalla rete internazionale AIEJI e celebrata in Italia dalle Commissioni di albo degli Educatori professionali. Il 5 ottobre è la Giornata mondiale degli insegnanti, istituita dall’UNESCO nel 1994 nel ricordo della Raccomandazione ILO/UNESCO del 1966 sullo status degli insegnanti, che quest’anno compie sessant’anni. Il tema scelto per il 2026, “Standing with teachers”, è un invito a stare dalla parte di chi insegna e a riconoscere il valore della professione.
Per la Cooperativa ELFO questa “due giorni dell’educazione” ha un significato preciso, perché il nostro lavoro vive esattamente nel punto in cui le due professioni si incontrano: l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità.
Inclusione scolastica: un sistema di responsabilità condivise
La legge 104/1992 e il decreto legislativo 66/2017 affidano l’inclusione scolastica a una rete di soggetti, ciascuno con un compito proprio. Gli insegnanti curricolari e di sostegno ne sono il cuore didattico. Accanto a loro, gli enti locali e le Società della Salute garantiscono l’assistenza specialistica all’autonomia e alla comunicazione: è il servizio in cui operano i nostri educatori e le nostre educatrici, le assistenti alla comunicazione per alunni sordi e ipoacusici, gli operatori che accompagnano studenti con disabilità visiva. Tutto si compone nel Progetto educativo individualizzato (PEI), che il Gruppo di lavoro operativo costruisce insieme a scuola, famiglia e servizi sanitari.
Dal PEI al Progetto di vita
Il PEI non è un documento che si chiude a giugno. È uno dei tasselli del Progetto di vita che la normativa, da ultimo con il decreto legislativo 62/2024, riconosce a ogni persona con disabilità: un percorso che guarda oltre il banco e oltre l’anno scolastico, verso l’autonomia, il lavoro, le relazioni, la vita adulta. Ogni ora passata in classe a lavorare sulla comunicazione o sull’autonomia personale ha senso se la si pensa dentro questa prospettiva più lunga. È per questo che ELFO accompagna le persone con disabilità dalla scuola ai percorsi di orientamento e inclusione lavorativa : perché il filo che parte dal PEI non si spezzi all’uscita dalle aule.
L’italiano (ed altre lingue) come diritti
C’è un aspetto del nostro lavoro che raramente trova spazio nei discorsi sulla scuola: l’insegnamento dell’italiano a chi, pur essendo nato e cresciuto qui, con questa lingua fa più fatica. Per molti alunni sordi l’italiano non è una lingua che si assorbe ascoltando, ma una lingua da costruire pezzo per pezzo, spesso a partire dalla LIS; per gli studenti con disturbi del linguaggio o difficoltà comunicative, leggere un testo, seguire una spiegazione o scrivere una frase compiuta richiedono un accompagnamento specifico e paziente. Le nostre assistenti alla comunicazione e i nostri educatori lavorano ogni giorno su questo, a fianco dei docenti, perché la lingua non diventi la prima barriera all’apprendimento e alla partecipazione. Padroneggiare l’italiano significa poter studiare, esprimersi, scegliere: è una condizione del Progetto di vita, non un dettaglio.
Un lavoro che si fa insieme, in tutta la Toscana
ELFO opera nelle scuole di gran parte della regione: nella Piana fiorentina e nell’area metropolitana di Firenze, nell’Empolese Valdarno Valdelsa, nel Chianti, nel Senese ed altrove in Toscana. Territori diversi, con scuole, servizi e bisogni diversi, ma un modo di lavorare comune. Le nostre équipe entrano in classe ogni mattina senza sostituire gli insegnanti e senza confondersi con loro: lavorano perché l’alunno con disabilità possa partecipare davvero alla vita della classe, nelle relazioni con i compagni, nella comunicazione, nelle piccole conquiste quotidiane di autonomia che spesso nessun registro misura. Sappiamo per esperienza che questo lavoro riesce solo quando è condiviso, quando educatore e docente si parlano, si fidano, costruiscono insieme. Dove accade, si vede: nei ragazzi che trovano il loro posto, nelle famiglie che si sentono meno sole.
Riconoscere per garantire
L’UNESCO segnala che lo status degli insegnanti è messo alla prova da sfide nuove, e tra queste cita esplicitamente l’inclusione. Lo stesso vale per il personale educativo. Continuità delle assegnazioni, formazione, riconoscimento professionale e contrattuale non sono rivendicazioni di categoria: sono le condizioni perché il diritto allo studio degli alunni con disabilità sia garantito nei fatti, e perché i loro progetti di vita abbiano fondamenta solide e noi, nel nostro piccolo, proviamo a sostenerli.