Un servizio storico, un cambio di passo

aggiudicata la gara per l'affidamento dell'assistenza specialistica scolastica nel Valdarno Valdelsa

3 Luglio 2026
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Vogliamo condividere con semplicità una notizia che per noi ha un valore profondo. Insieme al Consorzio Metropoli, capofila della candidatura, e alla Cooperativa Sociale Gaetano Barberi, ci è stata affidata la gara per il servizio di Assistenza Specialistica Scolastica della Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa, nei Comuni di Castelfranco di Sotto, Montopoli in Val d’Arno, San Miniato e Santa Croce sull’Arno, per il quadriennio 2026–2030.

Non è un punto di partenza, ma il proseguimento di un cammino. Gestiamo questo servizio, in modo ininterrotto, dall’anno scolastico 2005–2006: oltre vent’anni di presenza quotidiana nelle scuole del territorio. È un servizio storico per la nostra cooperativa, ma soprattutto lo è per le circa 40 persone, tra socie, soci e dipendenti, che ogni giorno lo rendono possibile con competenza e dedizione, e per le famiglie che nel tempo ci hanno dato fiducia. La continuità di queste professioniste e di questi professionisti — la conoscenza dei singoli alunni, il rapporto costruito con le scuole e con i genitori — è la vera ricchezza che ci impegniamo a custodire.

Un momento storico che chiede più cura

Assumiamo questo incarico con la consapevolezza che il contesto è cambiato, e chiede a tutti noi un supplemento di attenzione. Nell’ultimo quadriennio il numero di alunne e alunni seguiti sul territorio è quasi raddoppiato, passando da circa 96 a 182. Cresce, insieme ai numeri, la complessità dei bisogni: aumentano in modo marcato le certificazioni di disturbi dello spettro autistico, le disabilità sensoriali e cognitive complesse, in linea con quanto rilevano i dati nazionali.

Sono trasformazioni che non si affrontano con l’abitudine, ma con la volontà di prendersene cura davvero. Per questo viviamo questa aggiudicazione non come un traguardo, ma come una responsabilità in più.

Un cambio di passo, alla luce del Progetto di Vita

Il rinnovo dell’affidamento è per noi l’occasione di un cambio di passo. Il baricentro del lavoro educativo si sposta sempre più verso il Progetto di Vita della persona con disabilità (L. 227/2021, D.Lgs. 62/2024): una presa in carico personalizzata e partecipata, che guarda all’autonomia, alla comunicazione e alla partecipazione dell’alunno lungo tutto il suo percorso, e non soltanto alle singole ore di sostegno.

Su questa strada intendiamo consolidare e ampliare le innovazioni già avviate: il modello dell’educatore di plesso, sperimentato con esiti positivi e ora portato a regime, che rafforza il lavoro d’équipe e la continuità della relazione educativa; le tecnologie assistive e gli strumenti per l’accessibilità; una formazione continua specialistica sulle diverse disabilità; e strumenti di ascolto costante delle famiglie. L’obiettivo resta uno solo: mettere ogni bambina e ogni bambino nella condizione di partecipare, davvero, alla vita della propria classe.

Nessuno si prende cura da solo: il valore della rete

C’è una convinzione che attraversa tutto il nostro modo di lavorare: una presa in carico realmente globale non può fermarsi alle quattro mura dell’aula. Per questo il servizio si apre al territorio e alle sue reti associative, con cui abbiamo costruito collaborazioni formali: dalle attività sportive e in acqua all’ippoterapia educativa, dai laboratori teatrali ed espressivi agli spazi di socialità e cittadinanza, fino alla collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze e con il partner Labcom.

È in questa sinergia con le associazioni e le realtà del Terzo Settore locale che l’intervento educativo si estende oltre l’orario scolastico e accompagna i più piccoli nei diversi mondi della loro vita — il movimento, il rapporto con gli animali, la cultura, la relazione con i coetanei. Una comunità che si prende cura insieme è la migliore garanzia di inclusione.

Grazie

Un ringraziamento sincero al Consorzio Metropoli e alla Cooperativa Gaetano Barberi, con cui condividiamo questo percorso, alle scuole, ai servizi sociali e sanitari del territorio e alle famiglie. E, soprattutto, alle nostre educatrici e ai nostri educatori: continueremo a lavorare, con umiltà e impegno, perché ogni bambina e ogni bambino si senta accolto, sostenuto e parte della propria comunità.

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