Mani in Pasta: Inclusione lavorativa giovani nello spettro autistico Firenze

Ambito B – Coprogettazione tra SDS Firenze e Cooperativa Elfo Onlus

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Laboratorio Mani in Pasta: Inclusione lavorativa giovani nello spettro autistico Firenze

Il Laboratorio Mani in Pasta nasce nell’ambito della co-progettazione tra la Società della Salute di Firenze e la Cooperativa Elfo Onlus (Ambito B). Il progetto è pensato per promuovere l’inclusione lavorativa di giovani nello spettro autistico a Firenze, attraverso percorsi pratici, graduali e personalizzati.

L’inclusione lavorativa rappresenta una delle sfide più importanti per le persone nello spettro autistico. Per essere efficace, deve avvenire in contesti strutturati, accoglienti e realistici. Il laboratorio risponde a questa esigenza offrendo uno spazio formativo protetto, ma fortemente orientato al mondo del lavoro.

Un percorso pratico verso il lavoro per giovani autistici

Attivo da maggio 2025, il progetto propone un percorso pratico di lavoro per giovani autistici a Firenze, basato sull’integrazione tra apprendimento teorico ed esperienza diretta. I partecipanti sono accompagnati da un’équipe multidisciplinare composta da educatori professionali, cuoche e cuochi, artigiani del settore food&beverage e formatori HACCP, in collaborazione con Formaimpresa – Confcommercio.

Il laboratorio si concentra su attività di cucina, bar e panificazione, permettendo ai partecipanti di sperimentare il lavoro di brigata, il servizio al banco e la preparazione di impasti, lievitati e prodotti dolci. L’obiettivo è sviluppare competenze spendibili, rafforzare l’autostima e favorire l’autonomia personale e sociale.

Formazione food & beverage e sviluppo delle competenze

Il progetto rappresenta un esempio concreto di formazione food & beverage per persone con disabilità in Toscana, orientata all’inclusione lavorativa. Le attività si svolgono in contesti reali e significativi, come l’orto presso il Parco di Villa Ruspoli e nel vicino Circolo ARCI La Pietra, favorendo una graduale familiarizzazione con i ritmi e le responsabilità del lavoro.

Per approfondire altri percorsi di inserimento lavorativo per persone con disabilità è possibile consultare la sezione dedicata ai progetti di inclusione della Cooperativa.
Ulteriori informazioni sui servizi territoriali sono disponibili sul sito della Società della Salute di Firenze.

Un laboratorio costruito su evidenze

Il modello adottato segue un approccio evidence-based, in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della letteratura scientifica internazionale. Il progetto prevede una valutazione continua dei progressi, attraverso osservazioni strutturate e momenti di confronto con le famiglie.

il progetto nel dettaglio

Cucina e Panificazione
“Le Mani in Pasta”
16-20 settimane 6-8 ore/settimana (2 mattine) Cucina del Circolo ARCI La Pietra, Firenze – Acquisire competenze base in cucina
– Sperimentare ruoli di brigata
– Gestire eventi reali (es. sagra)
Educatori, chef, sous chef, esperti HACCP
Servizio Bar
“Un Bar per Tutte e Tutti”
6 settimane 6-8 ore/settimana (2 mattine) Bar del Circolo ARCI La Pietra, Firenze – Sviluppare competenze relazionali e tecniche di bar
– Gestire cassa e clientela
– Organizzare piccoli eventi
Educatori, barman, formatori horeca

Obiettivi del progetto

 

L’ iniziativa si fonda sulla convinzione che l’inserimento lavorativo efficace debba necessariamente passare attraverso esperienze significative e concrete, svolte in ambienti strutturati e supportivi, che consentano la progressiva acquisizione di competenze operative, relazionali e adattive.

Gli obiettivi generali del progetto possono essere sintetizzati come segue:

  1. Promuovere l’autonomia personale, relazionale e professionale dei partecipanti, sostenendo lo sviluppo dell’autoefficacia, della fiducia in sé e della capacità di affrontare compiti complessi in contesti semi-strutturati e reali.

  2. Sviluppare competenze tecnico-professionali attraverso attività laboratoriali nei settori dell’orticoltura, della cucina, del servizio bar e dell’artigianato, facilitando l’acquisizione di abilità spendibili in ottica occupazionale.

  3. Favorire l’apprendimento situato, basato sull’esperienza diretta, attraverso simulazioni pratiche e occasioni concrete di relazione con il pubblico (es. sagre, mostre, gestione bar), in ambienti tutelati ma verosimili.

  4. Stimolare il benessere psico-fisico e il senso di appartenenza, specialmente attraverso attività immerse nella natura, come il laboratorio orticolo e di giardinaggio nella cornice del Parco di Villa Ruspoli, che uniscono la dimensione lavorativa a quella sensoriale ed emotiva.

  5. Rafforzare le abilità sociali e il lavoro di gruppo, incoraggiando la collaborazione, la gestione condivisa delle responsabilità e la comunicazione efficace tra pari e con gli operatori.

  6. Costruire un’identità professionale positiva, mediante la partecipazione attiva a eventi e momenti pubblici che conferiscano riconoscibilità sociale alle competenze acquisite.

  7. Attivare e consolidare un sistema territoriale integrato, in cui il progetto si ponga come nodo attivo di una rete composta da enti pubblici, servizi sociosanitari, famiglie, realtà del terzo settore e imprese locali.

  8. Garantire un’azione educativa e abilitativa continuativa, portata avanti da un’équipe multidisciplinare altamente qualificata, composta da:

    • educatori professionali,

    • specialisti della cucina e della ristorazione,

    • formatori in ambito agricolo e alimentare.

  9. Favorire un coinvolgimento diretto e costante delle famiglie e degli assistenti sociali di riferimento, sia nella definizione dei Progetti Educativi Individualizzati (PEI) che nel monitoraggio del percorso, attraverso incontri regolari, restituzioni periodiche e spazi di co-valutazione.

  10. Introdurre una valutazione d’impatto continuativa, centrata sul monitoraggio qualitativo e quantitativo dei risultati attesi, in termini di acquisizione di competenze, benessere personale, miglioramento delle autonomie, integrazione sociale e lavorativa. Tale valutazione sarà condotta attraverso strumenti osservativi, rubriche di competenza, interviste semi-strutturate e momenti di verifica partecipata, coinvolgendo attivamente tutte le figure chiave del progetto.

In sintesi, il progetto non si limita a offrire esperienze formative, ma mira a generare cambiamento sistemico e culturale, attraverso un’azione condivisa, misurabile e sostenibile, in grado di valorizzare la neurodiversità come risorsa sociale e di stimolare il territorio verso una maggiore equità, accessibilità e coesione.

Scheda tecnica

Laboratorio pratico di cucina/panificazione che insegna competenze lavorative in situazione, con obiettivi misurabili su autonomia, qualità del compito, tempi e gestione dello stress. Il percorso integra task analysis (scomposizione in micro-passi), prompting/fading e rinforzo, con progressione controllata degli stimoli (ritmi, rumore, attese, correzioni, imprevisti) per sostenere l’autoregolazione emotiva e la generalizzazione delle abilità in contesti reali.

  • Task analysis e chaining per compiti complessi (es. postazione → pesatura → impasto → pulizia). (AFIRM)
  • Stimoli progressivi + accomodamenti sensoriali (predicibilità, regolazione di luci/rumore, gestione dei trigger). (NICE)
  • Peer to peer: educatori/mentor “pari” lavorano accanto ai discenti come natural supports, con feedback breve e modeling. (Work Support)
  • Monitoraggio funzionale (ICF): valutazione di funzionamento e partecipazione, con adattamenti in itinere. (Organizzazione Mondiale della Sanità)
  • Apprendimento per compiti (task analysis), routine e procedure chiare, con materiali e consegne accessibili.

  • Progressione degli stimoli: incremento graduale di richieste, tempi e complessità operativa (ritmi, rumori, attese, interazioni), per favorire adattamento e competenze spendibili.

  • Autoregolazione emotiva in contesto: supporto strutturato alla gestione di frustrazione, imprevisti e carico sensoriale durante le attività di lavoro.

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